People's Review

«Diemme? Per me come una persona». Il punto di vista e i sogni nel cassetto del Presidente Giannandrea Dubbini.

Giannandrea, si definisce un manager o un imprenditore? Pragmatico o idealista?
 Imprenditore.

La vocazione l’ho sempre sentita dentro, fin da quando giocavo con i miei fratelli tra i sacchi di caffè, aiutavo gli operai a scaricarli e a preparare i pacchetti in magazzino. 
Decisamente mi reputo una persona pragmatica e razionale, che ha fatto esperienza sul campo, ma con diverse ambizioni, tra cui una catena di caffetterie, dove riportare al centro il caffè e farlo con professionalità.

E con il sogno di vedere Diemme sempre più presente nelle diverse città, ma non a tutti i costi.

Ci sono alcuni capisaldi da cui non è possibile prescindere: il prodotto, l’immagine e uno stile unico che ci contraddistingue da quasi 100 anni.

Cioè, quale stile?


Innanzitutto l’umiltà. Cerchiamo di ascoltare chi sta fuori, i clienti, chi il caffè lo vive ogni giorno e lo trasforma. E la specializzazione: fare poche cose fatte bene, studiando e ricercando sia i prodotti giusti, sia il modo per comunicarli.

Quindi la formazione. Lo dico sempre, ai clienti e in primis a me stesso, che il bagaglio di conoscenze acquisito con la formazione ha un valore enorme che ci portiamo dentro per sempre. Anche economico, perché il mercato con il tempo te lo riconosce. Oggi c’è una competizione fortissima e l’onda di grandi catene strutturate arriverà anche in Italia: perciò non si può più improvvisare, se non si vuole esserne travolti.



Lei rappresenta la terza generazione della famiglia Dubbini. Quale impronta personale ha dato all’azienda?


Sicuramente l’innovazione, la spinta ad intraprendere anche nuovi percorsi imprenditoriali legati comunque alle nostre origini di torrefattori. L’apertura e la gestione diretta dei locali ci permette di conoscere il nostro cliente ed il consumatore finale e di migliorare l’attività stessa di torrefazione.

Poi la trasparenza a tutto campo sia nei rapporti con i nostri clienti-partners che nei prodotti: lo dimostra il fatto che sulle nostre etichette ci impegniamo a scrivere tutto: origine dei caffè, metodi di lavorazione, percentuali… Non ci sono segreti insomma: per i 90 anni abbiamo aperto la produzione e gli altri ambienti della sede a tutti: clienti, amici, coffe-lovers e, perché no, anche ai concorrenti! È stata una giornata bellissima!


E ha appena festeggiato 20 anni da Presidente…


Sì, sono alla guida dell’azienda dal 1997. All’epoca ero un ragazzo, uno studente universitario. Nostro padre era venuto a mancare già da tempo, l’azienda era retta da un direttore e stava attraversando un periodo difficile. Io ho sentito un richiamo forte, era in fondo la mia vocazione naturale perché ho sempre sentito un legame profondo con l’azienda e con il caffè, sin da quando ero bambino.. Così ho iniziato a viverla, a passarci la maggior parte del mio tempo… E, grazie alla fiducia dei miei fratelli, all’età di 26 anni sono diventato Presidente e Amministratore delegato della società. Con grande umiltà e con sacrificio l’abbiamo rimessa in moto. Per questo dico sempre che Diemme è forte, a prescindere da chi la guidi, ed ha un grande potenziale: è sempre rimasta in piedi, anche nei momenti più difficili.


Ed è cresciuta in piena crisi…

Sì, siamo cresciuti a piccoli passi, in maniera razionale e controllata, grazie a tutti i componenti dell’azienda. Quando le cose vanno male servono certezze, approdi sicuri: l’ha fatto Diemme, acquistando da fornitori affidabili e dagli elevati standard qualitativi, così come lo fa il bar, il ristorante, la pasticceria e anche il consumatore, quando sceglie l’azienda cui affidarsi. Nel 2009 abbiamo inaugurato il Centro Diemme che ospita anche la nuova sede della torrefazione e forse proprio questo investimento ci ha dato importanti, ulteriori nuovi stimoli per crescere. Oltre a un gruppo di lavoro affiatato, competente e motivato.


In pratica, cosa significa essere alla guida di Diemme oggi?

Prima di tutto vivere l’azienda. Trascorro molte ore dialogando con i responsabili dei vari settori; mi piace incontrare i clienti, stringere loro la mano, dedicare il tempo ai loro progetti: molti mi chiamano per un consiglio su un investimento, una location o una nuova iniziativa da sviluppare. Nascono così rapporti solidi di partnership e una conoscenza reciproca. Cerco poi di essere presente, di informarmi su ciò che avviene quotidianamente. Mi piace delegare alle persone capaci… Se sono attento ai dettagli è perché in sostanza voglio bene a questa azienda. Anche se può sembrare strano, per me è come se fosse una persona, e ciò che ami veramente lo rispetti, lo coccoli, te ne curi perché cresca sano e forte… Vivo così l’azienda. Lo faccio con orgoglio e soddisfazione.


C’è qualcosa o qualcuno che l’ha influenzata professionalmente?

Diciamo che non ho avuto una guida diretta e un passaggio di consegne, nessuno che mi spiegasse bene cosa fare per gestire un’azienda, perciò ho impiegato diverso tempo per imparare, anche sbagliando. In ambito commerciale la persona che mi ha supportato di più e insegnato il lavoro è stato il responsabile vendite dell’azienda: un grande personaggio, di quelli che non ce ne sono più, Giampaolo Finardi, oramai in pensione da molti anni ma a cui noi tutti siamo ancora molto legati. 
In Diemme c’è sempre stata una continuità di valori, trasmessi di generazione in generazione: la voglia di fare le cose fatte bene, con qualità, un prodotto buono e, perché no, anche bello, lavorando con impegno e seguendo l’evoluzione dettata dai tempi. Questa è l’eredità che mi porto dentro.

Una frase o una citazione che la ispira?


Una frase che mi frulla spesso in testa è: «Non pretendiamo che le cose cambino se agiamo sempre allo stesso modo», di Albert Einstein. A volte riesco a farla mia, altre volte mi rimane come cruccio, perché anche all’interno di un’azienda puoi incontrare mille resistenze… Ci sono dinamiche, strutture, tanti equilibri da rispettare. E il cambiamento è sempre vissuto con difficoltà, per chi lo attua e per chi lo subisce. Perciò questa frase mi spinge ancora di più a cercare di andare oltre le solite procedure, oltre le opposizioni.

Qualche cambiamento in vista per Diemme?


Ci accingiamo a realizzare un progetto innovativo di formazione e divulgazione sulla cultura del caffè, per aprirci ancora di più ai professionisti e a tutti i coffe-lovers.